Ryanair taglierà 600 posti di lavoro in Italia

Le selezioni di assistenti di volo Ryanair 2016 non si fermano, continuano senza soste. Ma ci sono anche notizie meno positive sul fronte delle assunzioni Ryanair 2016. La famosa compagnia aerea low cost ha da poco annunciato che taglierà in Italia 600 posti di lavoro per l’aumento di due euro e 50 delle tasse aeroportuali. La compagnia irlandese low cost annuncia inoltre che chiuderà le sue “storiche” basi di Alghero e Pescara, taglierà alcune rotte e chiuderà tutti i voli di Crotone. “Il governo italiano – spiega David O’Brien ceo di Ryanair – ha deciso di darsi la zappa sui piedi aumentando le tasse sui passeggeri di circa il 40% per gonfiare il fondo per la cassa integrazione degli ex piloti Alitalia”. Ecco tutto quello che sta accadendo a proposito dei posti di lavoro a rischio Ryanair in Italia.

Che cosa è accaduto? Ryanair lamenta che l’incremento delle tasse aeroportuali di 2,50 euro (da 6,50 a 9 euro) per ciascun passeggero in partenza dall’Italia, in vigore dal primo gennaio scorso, andrà a sussidiare il fondo per la cassa integrazione degli ex piloti Alitalia. La compagnia irlandese low cost sposterà a breve le sue attivitrà verso le basi in Spagna, Grecia e Portogallo, dove le condizioni sono enormemente più convenienti. “Quale compagnia aerea più grande in Italia – ha aggiunto O’Brien in una conferenza stampa a Roma -, volando su 26 aeroporti e trasportando 27 milioni di clienti all’anno da e per l’Italia, a Ryanair non è stata lasciata altra scelta se non quella di chiudere due delle sue 15 basi italiane (Alghero e Pescara) e spostare quindi i suoi aeromobili, piloti ed equipaggi, verso paesi con costi più bassi per il turismo. Interromperemo anche tutti i nostri voli all’aeroporto di Crotone e saremo costretti a effettuare ulteriori tagli alle rotte sui nostri aeroporti italiani”.

Non dovremmo essere noi a finanziare Alitalia ed Etihad – ha proseguito il manager -. Dovrebbe essere qualcuno ad Abu Dhabi. Deve essere l’Alitalia a pagare il fondo per gli ex dipendenti”. O’Brien ha poi aggiunto la decisione di chiudere le basi in Italia “non è un attacco diretto all’Alitalia. Noi vorremmo che questa tassa venisse cancellata. Riteniamo che non sia una buona idea andare a tassare un settore come quello turistico, che rappresenta un motore per l’economia italiana”.

C’è ancora margine per trattare e per salvare i posti di lavoro legati a Ryanair? E’ quello che si domandano in queste ore tanti italiani. Bisogna muoversi in fretta, ma non tutto è perduto. Troppo importanti sono le ricadute economiche della presenza di Ryanair in territori come quello di Alghero, ad esempio. La città turistica nel nord della Sardegna rischia un contraccolpo durissimo senza le centinaia di migliaia di turisti che i voli Ryanair garantivano non solo in estate, ma anche in quella che viene definita la “bassa stagione”.

Si tira invece un “sospirone di sollievo” a Roma. Ryanair ha appena lanciato quattro nuove rotte dalla Capitale, per Lanzarote, Praga, Norimberga e Sofia. Previsti anche nuovi collegamenti invernali per Alicante, East Midlands, Malaga e Trapani e più voli per Atene, Bari, Berlino, Bruxelles, Budapest, Edimburgo e Manchester, che, spiega la compagnia aerea low cost “permetteranno di trasportare oltre 9 milioni di clienti all’anno e sosterranno oltre 6.900 posti di lavoro presso gli aeroporti di Roma Ciampino e Fiumicino”.

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